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CAMPANILE ROTONDO CITTA' DI CASTELLO

DIOCESI DI CITTA’ DI CASTELLO

P.zza Gabriotti,2

Città di Castello

LAVORI DI RESTAURO E CONSOLIDAMENTO DEL CAMPANILE CILINDRICO

Progetto e Direzione dei Lavori:

STUDIO ARCHITETTURA ‘80

Bacchi arch. Alberto - Sarteanesi arch. Tizianoæ

Notizie Storiche:

Il campanile cilindrico (sec. XI-xII) richiama la struttura dei campanili ravennati, mediata in tempo romanico dal movimento che fa capo a Maginardo, architetto aretino. Reca tracce della sua costruzione romanica nella parte inferiore a piccoli conci di pietra, con la porta originaria quasi nascosta dal muro dell'attuale sacrestia. Gli strati del paramento murario indicano i successivi interventi del 1283-84 e la congiunzione gotica, col doppio ordine di ampie aperture di pietra arenaria centinate, fino al suo coronamento a cono (tratto da C. ROSINI  Città'88 di Castello Guida 1961)

IL CANTIERE

Il lavoro ha lo scopo di mantenere il palinsesto architettonico intatto, senza perdere l'obbiettivo del consolidamento complessivo del manufatto.

Prima fase il montaggio del ponteggio, lavorazione molto complessa dato che la base di articola in due settore distanti con un dislivello tra loro di circa 15 metri.

L'altro elemento di complessità è stato la sezione circolare del campanile, la scelta fatta di utilizzare una struttura mista telai giunti è stata dettata da motivazione di carattere economico dato che la struttura solo a giunto tubo sarebbe stata molto più costosa.

Per la movimentazione dei carichi è stato previsto un ascensore sul settore più alto e che era servito dall'accesso carrabile; le buche pontaie che caratterizzano il campanile sono tornate indispensabili per l'ancoraggio della struttura del ponteggio, struttura che per la sua altezza ed esposizione aveva necessità di ancoraggio molto ravvicinati.

 

Intervento strutturale

Lo scopo dell'intervento è quello di ridurre la luce libera d'inflessione.

Per questo sono stati realizzati dei carotaggio in corrispondenza delle celle campanarie, e successivamente sono state realizzate delle cerchiature in acciaio collegate alla muratura con dei prigionieri inghisati con resina al muro.

Durante la perforazione sono state incontrate notevoli difficoltà operative, il foro è stato realizzato a distruzione di nucleo, con un diametro di 140 mm.

Per consentire l'espulsione di materiale ed il raffreddamento della punta diamantata si è utilizzato un compressore a grande produzione di aria (12.000 litri);

con produzioni inferiori non saremmo riusciti nell'obbiettivo.Successivamente è stato posto in opera un tubo grosso diametro senza saldature valvolato ogni 50 centimetri, successivamente iniettato a bassa pressione facendo particolare attenzione ai manometri per evitare picchi di pressione sulle murature.La testa delle armature verticali sono state collegate con un carrello circolare a doppio binario che consentiva ai tiranti di lavorare sempre a sforzo normale rispetto al punto di ancoraggio, la parte bassa è stata ancorata alla cerchiatura di piano.Le cerchiature di piano visto la forma circolare sono state assemblate in opera .Le fasi sono state:

1-Iniezione localizzata di preconsolidamento delle murature con biacca

2-Perforazione a sola rotazione

3-Ancoraggio delle barre filettate con resine epossidiche fluide

4-Posa piatti in acciaio preforati e saldatura a filo in opera

5-Preserraggio dei bulloni

6-Posa dell'ala superiore e successiva saldatura

7-Colaggio di cementi antiritiro negli interstizi tra ferro e muratura per consentire la perfetta aderenza

8-Serraggio deifinitivo dei bulloni

9-Montaggio della scala in legno previa sostituzione delle travi di castagno, realizzazione dei cosciali in legno e montaggio dei tavolati.

Le carpenterie, data la complessa figura geometrica che caratterizza il campanile, è stata realizzata tutta in opera.

TRATTAMENTO DELLE SUPERFICI

Le superfici sono state trattate con varie metodologie, le patologie presenti erano molteplici erosione, mancanza, esfoliazione e deposito.
L'azione meccanica degli agenti atmosferici caratterizzava fortemente tutta la superficie esterna, infatti grosse differenze si potevano notare tra le zone protette dagli edifici circostanti e quelle senza protezione.
La prima operazione è stato il lavaggio con acqua nebulizzata, che ha permesso la rimozione dei depositi inquinanti incoerenti.
Le stuccature, visto l'altezza e la difficoltà di intervenire sulla superficie esterna avevano avuto pochissimi interventi, quindi ci si è limitato a rimuovere quelle che erano completamente deteriorate e pericolanti, senza intaccare le originali.

Pulitura con metologia Jos a carbonato di calcio, sistema che consente di rimuovere i depositi coerenti senza intaccare la superficie lapidea.
Stuccatura con malta a base di calce e marmi colorati previa campionatura preliminare di colori che più si legavano alla malte in essere.
Consolidamento della superficie lapidea con silicato di etile applicato bagnato su bagnato
Trattamento idrorepellente finale a base di silossani a cellule aperte.
Cuspide
La cuspide conica aveva avuto un intervento nei primi anni del secolo, ed era stata posta in opera un intonaco cementizio di grosso spessore, al di sotto del quale c'era la tessitura in pietra che componeva la struttura originaria.
Rimossa la parte cementizia ci si è trovati difronte una tessitura in pietra completamente degradata, del paramento originario c'era rimasto pochissimi lacerti.

Il degrado era dovuto sia agli agenti atmosferici sia dallo strappo operato dalla solette in calcestruzzo applicata nei primi anni del secolo scorso.
Un altro problema ha caratterizzato le scelte, l'immagine consolidata che la copertura del campanile aveva sullo skyline della città.
L'unica scelta praticabile dopo svariate prove è sembrata la scelta del piombo.

Quindi si è provveduto ad una bonifica strutturale con cerchiature in materiale composito che consentivano di sanare le lesioni passanti presenti.
Il cerchiaggio contente di ricostruire continuità alla struttura sommitale.
Sono stati operati anche dei cuci scuci localizzati in modo da ricostruire con continuità la struttura del cono.
Successivamente si è posto in opera un materassino traspirante elastico, in modo da tenere in tensione dal superficie del piombo esterno.
Sono state decise le pezzature dei nastri, e con un sistema complesso di tiri e carrucole sono state tirate ai piani.
Il montaggio e la piegatura è stata fatta in opera, limitando le saldature ad alcune zone ( il lavoro stato eseguito dalla spcializzata ditta Zanoni di Arco di Trento)

Infine è stato eseguito il restauro della palla e del Vescovino in rame, il Vesvovino ha lo scopo di bandiera mostravento.
Per rifunzionalizzare la funzione di mostravento è stato progettato un cuscinetto semisferico che non necessità di manutenzione in acciaio inox protetto dall'ingresso dell'acqua da una lamella, in modo da prolungarne per quanto possibile la funzionalità.
Tutte le opere in ferro sono state restaurate comprese le cerchiature di facciata, che hanno perso completamente la loro funzione strutturale ma erano ormai elemento indissolubile con l'immagine del campanile.
Il lavoro complementare importante è stato anche la realizazione dell’impianto parafulmine dato che il manufatto si erge per circa 44 mt rispetto al terreno ed è l'edificio più in alto della città.

 

Area Riservata







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